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« Amo la radio perché arriva dalla gente / entra nelle case e ci parla direttamente se una radio è libera, ma libera veramente / piace ancor di più perché libera la mente. »

(da “La radio” di Eugenio Finardi)

Radio libere è una espressione riferita alle emittenti radiofoniche nate in Italia dopo la liberalizzazione dell'etere sancita dalla Corte Costituzionale nel 1976.
La normativa del 1976 rivoluzionò il mondo delle comunicazioni via etere, dando a svariati soggetti la possibilità di impiantare emittenti radiofoniche su scala locale con costi relativamente bassi e ponendosi - seppur in modo solo abbozzato - in concorrenza con l'emittenza pubblica, fino ad allora unica fonte di trasmissioni radiofoniche e televisive in Italia.
Vere e proprie "navi scuola" per speaker, tecnici, autori e giornalisti, erano tipiche non solo delle città, ma soprattutto della provincia italiana. Aprire una radio libera o collaborare a una di esse era per i giovani uno dei pochi modi a disposizione per comunicare.
Rispetto alle radio "tradizionali", le emittenti private trovarono un punto di forza proprio nella limitazione territoriale che imponeva scelte di programmazione indirizzate a "target" facilmente individuabili; difficilmente un'emittente poteva coprire un'intera provincia sia per la limitazione imposta dalla banda FM, il cui segnale non può coprire grandi aree a meno di non ricorrere a più ripetitori.
Nelle radio libere vi era la possibilità di utilizzare tecnologie nuove come la stereofonia (utilizzata in anticipo rispetto alla RAI) e l'interattività con gli ascoltatori che vennero coinvolti direttamente dando loro la possibilità di intervenire nel corso dei programmi apportando opinioni e commenti, oppure dando loro la possibilità di scegliere brani musicali di loro gradimento.
Il fenomeno fu considerato, inizialmente, più come una moda temporanea che come un'evoluzione del modo di concepire la radiofonia in Italia, ma nel tempo molte emittenti dimostrarono di poter competere qualitativamente con le emittenti pubbliche e la limitazione territoriale venne superata creando networks in grado di trasmettere non più solo in zone limitate ma, a mano a mano, anche sull'intero territorio nazionale.
In pochi anni l'emittenza radiofonica privata divenne la principale fucina di idee e persone con capacità professionali sempre maggiori.
Numerosi personaggi impostisi, poi, anche in altri campi artistici. hanno iniziato la carriera lavorando come DJ in emittenti private; tra i tanti citiamo: Vasco Rossi, Jovanotti, Gerry Scotti, e Francesco Facchinetti.
Eugenio Finardi in una sua famosa canzone, espresse la propria ammirazione per le "Radio Libere, ma libere veramente".
Luciano Ligabue ha dedicato il film Radiofreccia proprio a quel mondo della radiofonia degli anni settanta, in cui "radio libere" era sinonimo di "radio privata". Il film Radiofreccia si ispira infatti a una vera radio libera di Correggio, Radio Raptus.
RADIO SALENTINA è nata in quell’epoca, il 06 ottobre 1980, per volere di un gruppo di appassionati Martanesi.
Gli studi sono ubicati presso il Palazzo Ducale.
La prerogativa principale di Radio Salentina, oltre a quella di essere ancora una delle poche radio libere, è quella di essere molto attenta a tutto ciò che accade nella Grecia Salentina e nel Salento in genere. Sagre, eventi, cronaca, artisti locali e quant’altro ha a che fare con il Salento è trattata con molta cura dalla Direzione.
La programmazione prevede per lo più musica Italiana (circa il 70%), programmi giornalieri culturali ed interattivi, informazione locale, ma anche nazionale con aggiornamenti in tempo reale.
Radio Salentina, pur essendo al passo con i tempi utilizzando le nuove tecnologie a disposizione, rimane legata alle radio degli anni 70 per quanto riguarda il coinvolgimento degli ascoltatori, la possibilità del loro intervento diretto e la scelta della musica; possibilità ampliata dai nuovi strumenti quali, principalmente,  l’ascolto via web, la chat ed i social network.
Radio Salentina è “l’amica di ogni giorno” sempre per più persone!

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